I due interpreti, Névica e Mino, si trovano nell’Albergo Rifugio in alta montagna, vicino al ghiacciaio Anselmo che si sta sciogliendo. Amano la montagna. Lui vive da sempre vicino al ghiacciaio e lei vive lontano dal ghiacciaio, in città. Lui è vicino e vede i cambiamenti, lei è lontana, ama la montagna ma non ne conosce le trasformazioni e non crede che il ghiacciaio Anselmo potrà scomparire. In questo contrasto, diventano di volta in volta difensori della natura, fiocchi di neve, cubetti di ghiaccio, esperti divulgatori che cercano di spiegare cosa sta succedendo al mondo glaciale. Il ghiacciaio, apparentemente immobile, è invece in movimento. A volte lento, a volte veloce. Come ogni essere della natura, è vivo. Ha un suono, ha i suoi tempi dettati dalle stagioni. È bellissimo ma contemporaneamente può far paura perché non lo conosciamo, spesso ignoriamo il suo ruolo nel pianeta. Perché i ghiacciai sono fondamentali per la vita del pianeta e dell’uomo: forniscono acqua ai fiumi e ai laghi, quindi danno acqua per le nostre esigenze, servono ad irrigare i campi, sono forza stabilizzatrice sui pendii limitando il rischio di frane, attraverso il riflesso dei raggi del sole danno equilibrio alla temperatura sulla terra. Una divertente ed emozionante azione teatrale sul tema scottante dell’estinzione dei ghiacciai e la parola scottante è proprio giusta per un ambiente che si va sempre più surriscaldando per i cambiamenti climatici.
con Giorgio Boccassi e Donata Boggio Sola
regia di Giorgio Boccassi
collaborazione artistica di Fabio Comana
Scene di Mirella Salvischiani