Teatro d'attore

3-10 ANNI

Liberamente ispirato a “Favole al telefono” di Gianni Rodari

di e con: Stefano De Capitani, Elena Dell’Oro, Agostino Roveri
regia: Matteo Polvara
scenografie e costumi: Lella Pennati, Marta Stamerra, Ennio Viganò
contributo autorale: Michela Malimpensa
musiche originali: Stefano De Capitani

Gianni Rodari è stato uno dei più grandi autori per bambini, un maestro della fantasia, un poeta. Ha dimostrato di conoscere in modo autentico e profondo i bambini, di rispettarli nella loro semplicità ed originalità. Nei suoi scritti ha sempre usato un linguaggio semplice, chiaro, originale, che fa presa diretta sui piccoli lettori; non mancano nemmeno messaggi di tolleranza, integrazione, pacifismo, solidarietà, ambientalismo. Ed è proprio dalla figura di Rodari che nasce questo spettacolo teatrale, liberamente ispirato a uno delle sue opere più celebri: “Favole al telefono”. In questo libro, il ragionier Bianchi è sempre in viaggio per lavoro, e per questo non può raccontare la favola della buona notte a sua figlia. Trova così uno stratagemma: raccontargliela al telefono tutte le sere prima che si addormenti. Le favole, all’interno dello spettacolo, diventano i luoghi che un bambino, Agostino, esplora e conosce attraverso l’uso della fantasia e vivendo quelle storie in prima persona.


LO SPETTACOLO
Una stazione, il ritardo del treno, un padre e una madre che discutono, un figlio annoiato che gioca al cellulare. Fino a qui nulla di nuovo.
Ma proprio vicino a loro un uomo abbandona un baule. Un baule misterioso tanto quanto chi l’ ha dimenticato… o forse lasciato lì di proposito. Il bambino, Agostino, incuriosito si avvicina e aprendolo trova un libro: “Favole al telefono” di Gianni Rodari. Improvvisamente, forse per distrazione, ci cade dentro. Agostino viene risucchiato come da un vortice, che da subito si tinge di mille colori e lo porta dentro un nuovo mondo, un mondo spumeggiante pieno di racconti. Al suo
interno incontrerà Punto e Virgola, due guide stravaganti che lo accompagneranno tra le pagine, alla ricerca di qualcosa che ha sempre avuto dentro: la Fantasia!
Grazie ad essa, la vera protagonista dello spettacolo, Agostino, o forse Giovannino, vivrà avventure indimenticabili che gli insegneranno a tenere accesa la fiamma della fantasia, impedendo che  qualche soffio di vento la faccia spegnere. Infatti, sul finale Agostino, tornato dal mondo di Gianni, chiede ai propri genitori di raccontargli una storia mentre salgono sul treno, ormai giunto al binario.. ma sarà davvero solo il primo viaggio che fanno insieme quel giorno?


PUNTI DI VISTA
Apparentemente uno spettacolo solo per bambini: un ritmo incalzante tiene il piccolo spettatore sempre sull’attenti, lo diverte con giochi, musiche e risate. Lo invita a viaggiare con la propria fantasia che spesso viene silenziata da videogiochi e cellulari. Con essa può immaginare e creare nuovi mondi rimparando l’arte del gioco; nessun artista è migliore di un bambino che si diverte: la tela il suo gioco, il pennello e i colori la sua fantasia. In realtà questo spettacolo parla anche alle figure adulte che accompagnano i bambini nella loro crescita. Sarà capitato a chiunque di vedere dei genitori consegnare il telefono al proprio figlio per distrarlo dalla noia. Ma se al posto di un telefono venisse consegnato un libro o fossero loro stessi a raccontare una storia? Crescendo ci si dimentica di quel pennello, ma perché non ritirarlo fuori anche grazie all’aiuto dei più piccoli e con loro trascorre più tempo insieme?