Teatro d'attore, danza

DAI 6 ANNI

da un’idea di Stefania Ventura
di e con Stefania Ventura e Gisella Vitrano
scene e luci Petra Trombini
suoni Francesco Vitaliti
produzione Quintoequilibrio
con il sostegno di: Teatro Biondo Palermo e Spazio Franco (PA)
distribuzione in collaborazione con Teatro Evento

In un giorno di pioggia non si può uscire, meglio restare in casa, la parata della banda è annullata. Due sorelle, con gli strumenti luccicanti ancora in mano, guardano fuori dalla finestra. Una è tristissima, l’altra assorta. Per combattere la noia si inventeranno una fiaba che le trasporterà indietro nel tempo, quando c’erano vecchie governanti stanche di regnare e fanciulle ubbidienti, il cui destino era scritto nel nome con cui nascevano.

“Cosa vuoi fare da grande?” La domanda può sembrare inutile per una giovane principessa chiamata Regina! E se invece la nostra Regina coltivasse in segreto un desiderio diverso, lontano dal futuro che si prospetta per lei? Quanto coraggio ci vuole per ribellarsi a un destino che ci sta stretto per dare ascolto al nostro talento più profondo? E cosa succederebbe se, per amore di chi ha scelto per noi, non riuscissimo a dire di no? Tra litigi, risate e danze sfrenate, le due sorelle metteranno alla prova la potenza della loro libertà, forse per esorcizzare la paura di diventare grandi nel modo più grigio, forse per ritrovarsi alla fine, un po’ più unite…

Il progetto

parte da un doppio spunto di riflessione. Ci siamo interrogate sul patto d’amore che esiste tra figli e genitori: un patto suggellato alla nascita che i bambini naturalmente fanno con i propri genitori e che, pur di essere rispettato, potrebbe indurli ad equivoci che limiteranno o condizioneranno la loro vita futura, portandoli a fare scelte diverse da quelle che sono le loro inclinazioni naturali. Parallelamente abbiamo riflettuto sulle proiezioni che i genitori fanno sui propri figli, a volte inconsapevolmente, spesso per nobilissime intenzioni, pensando di garantire la miglior direzione per loro.

Il tema
dello spettacolo affronta dunque uno dei passaggi iniziatici fondamentali nella vita di ogni essere umano: la necessità di conquistare giorno dopo giorno piccoli momenti di autonomia e di emancipazione dalla “guida” che ci indirizza e protegge, in funzione dell’espressione e del riconoscimento di ciò che è o che non è la propria volontà. Questo tema comincia a maturare fin dall’infanzia, con l’arrivo dei primi “no!”, attimi di rottura necessari allo sviluppo della propria identità, che richiedono tempo per essere verbalizzati in base all’indole più o meno incline a dimostrare il coraggio e la determinatezza che questi delicati momenti comportano.