Teatro musicale comico, fisico, visivo

per tutti

di e con: Valentina Musolino, Eugenio Di Vito
Scenografie e disegno luci: Fabio Pecchioli

Un’elegante signora si annoia nella sua camera e, mentre il suo colf pulisce e ripulisce il mobilio, lei sogna di diventare una grande diva d’opera.
Ma vivere nel mondo dei sogni ha i suoi rischi: l’immaginazione potrebbe diventare talmente reale da sfuggirci di mano.
Ecco quindi che tutto si trasforma: la signora, il suo colf, l’intero mobilio e persino il pubblico!
Uno spettacolo di clown musicale, teatro fisico e visuale, che gioca con i clichè dell’opera lirica toccando la delicatezza e la comicità dei desideri umani.

Le scenografie creano l’ambiente di un soggiorno antico ed elegante (un sofa, una specchiera, un comodino, un arazzo e dei paralumi) e durante lo spettacolo si evolvono in elementi che riguardano l’opera: il sofa ruota creando diversi fondali, la specchiera diventa un’orchestra, il comodino un leggio e il toro della scena della Carmen, i paralumi reagiscono accendendosi e spegnendosi e l’arazzo viene modificato con elementi scenografici più piccoli.
Il mondo musicale è quello dell’opera, ma la voce viene utilizzata principalmente al servizio del gioco comico sottolineando i cambi di sentimento, gli scenari surreali, i contrasti.
Il personaggio femminile è una signora annoiata che immagina di diventare una grande diva del canto lirico relazionandosi con un pubblico di gente importante ed altolocata (il pubblico stesso), un maestro d’orchestra di grande fama (una boccetta di profumo) e scegliendo di eseguire arie d’opera che seguono costantemente il suo tono d’umore. Attraverso la voce e a partire dalle arie scelte l’attrice crea diverse atmosfere di contrasto e giochi comici.
Il personaggio maschile è un colf ansioso che cerca costantemente l’ordine e la pulizia. Sotto i suoi occhi avvengono le più inaspettate magie, e lui sta al gioco cercando una logica nell’illogico e creando disastri soprattutto attraverso cadute comiche, evoluzioni acrobatiche e situazioni di contrasto.
Sono due clown contemporanei che ci mostrano costantemente il gioco dell’essere in scena e i sentimenti con i quali la affrontano. Con il loro immaginario creano scene surreali perfettamente logiche, mettendo alla luce le dinamiche delle relazioni interpersonali e i sentimenti universali in cui tutti si riconoscono, creando quel senso di umanità condivisa e possibilità di riscatto attraverso il gioco tipica del clown teatrale.