Racconta il tuo Festival

CONTEST DEI RACCONTI DEI BAMBINI DEL FESTIVAL

in collaborazione con Il Resto del Carlino

Hai voglia di raccontare la tua esperienza al Festival con le parole?

Puoi farlo grazie al Contest “RACCONTA IL TUO FESTIVAL”

Puoi scrivere una racconto lungo, breve o addirittura una poesia che parli di uno spettacolo, dell’intero Festival o della semplice atmosfera che si respira durante tutta la manifestazione.

Puoi consegnare il tuo racconto in formato cartaceo in biglietteria o spedirlo via mail a info@lagruragazzi.it

I testi saranno giudicati dallo staff e quello che meglio ha saputo raccontare l’edizione 2017 vincerà dei fantastici premi.


La vincitrice del 2018 è Letizia Mecozzi, 12 anni di Sant’Elpidio a Mare

” C’era una volta Alice che nel paese delle meraviglie in compagnia del Cappellaio Matto e del Leprotto Bisestile festeggiava una ricorrenza un po’ bizzarra e particolare: il suo NON COMPLEANNO. E oggi ci sono io che festeggio un traguardo altrettanto originale: i miei otto anni di presenza al festival dei Teatri del mondo. E per ognuno di questi anni vorrei evocare i ricordi più belli, quelle storie che mi sono rimaste nel cuore, quei personaggi appesi come marionette ai fili della mia fantasia. Quando ho iniziato ad assistere ai primi spettacoli avevo soltanto tre anni. Allora il teatro mi raccontava soprattutto favole e fiabe. Ricordo Pinocchio, il folletto mangiasogni, i tre porcellini, pelle d’ asino, l’orco del teatro. Ricordo le fiabe con le scarpe: Cenerentola e scarpette rosse. Poi pian piano io crescevo e il teatro raccontava e insieme insegnava. Così con la storia della gabbianella e il gatto ho imparato che vola solo chi osa; grazie al gabbiano di Jonathan Livingston ho capito che per crescere bisogna essere se stessi e superare i propri limiti. I Capitani coraggiosi e la storia di Yo e Yo mi hanno insegnato che un’amicizia sincera può compiere miracoli. E quest’ anno a teatro ho scoperto che certe volte abbiamo “un lupo nella pancia” che ci spinge ad agire in modo scorretto ma con l’aiuto di chi ci è vicino non è poi così difficile liberarsene. Queste sono le storie che più ho amato, queste e tantissime altre. Grazie teatro!”