Un disegno per il festival
Concorso “Un disegno per il festival” – verdetto giuria.
La giuria ha scelto di assegnare il premio a Emidio Colonnella di Fermo (età 6 anni) con la seguente motivazione: “Restituisce l’atmosfera magica del Teatro dell’Orologio descrivendo lo spazio naturale, lo spazio scenico e la platea dei ragazzi con cura dei particolari e uso creativo del colore a pastello”.
La Presidente – Edelwais Ripa
Emidio Colonnella – anni 6
Una recensione per il festival
Concorso “Una recensione per il festival”- verdetto giuria.
Tra le recensioni pervenute, la giuria ha assegnato il premio a Giorgio Cornelio di Montecassiano (età 14 anni), con la seguente motivazione: “L’elaborato alterna riflessioni da giornalista esperto a commenti personali di questo adolescente appassionato di teatro (che sembra rivelarsi un talento). Riassume la 22ª edizione del Festival in modo puntuale ed emotivamente efficace”.
La Presidente – Edelwais Ripa
“PORTATECI TANTE STORIE …”
” 3 , 2 , 1 . . . si accendono le luci. Da una parte il pubblico sbraita, rumoreggia; dall’altra, dietro le quinte, gli attori si cambiano, si truccano, danno vita a qualche bizzarro personaggio. Semplicemente . . . . aspettano di entrare in scena.
4, 5, 6.. . ecco, lo spettacolo è iniziato. E’ in questo preciso momento che il teatro si rivela in tutta la sua meravigliosa natura, trascinandoci in quel vortice di emozioni, sentimenti e stati d’animo che solo lui saregalarci” .
Proprio qualche giorno fa stavo seguendo una trasmissione in cui si affermava che le passioni -nessuna esclusa- sono maledette. Ecco, credo che il teatro faccia proprio parte di questa categoria: come tutte le passioni infatti richiede tempo, amore, forza di volontà e grande, grande sacrificio. Eppure, al contempo, è capace di ripagarti completamente, di premiare ogni tuo sforzo,ogni tua fatica. Così, con un semplice applauso.
Il festival internazionale del teatro per ragazzi è stato in qualche modo un concentrato di tutte queste emozioni. Una settimana in cui, sgattaiolando tra uno spettacolo e l’altro ci siamo trovati catapultati in questo meraviglioso mondo; un mondo fatto di parole, ma anche di suoni, sensazioni, gesti. Un mondo speciale, estraneo a qualsiasi altro contesto.
Per farla breve insomma. . . il mondo dell’ arte. Sarebbe ora inutile dovermi soffermare su un’ opera in particolare, e mi limito quindi a dire che nel complesso, ogni spettacolo è stato unico e irripetibile. E’ importante evidenziare inoltre che in queste giornate si sono alternati tantissimi modi diversi di fare teatro : da quello più classico e vecchio stampo,a quello nuovo e sperimentale; da quelle prettamente corporeo a quello fatto solo di musica e suoni. Tante facce quindi, di un’unica arte. Degno di nota “infine è stato anche il progetto nati per leggere”, che a mio parere ritengo importantissimo grazie al suo impegno nel promuovere la lettura fin dalla più giovane età (da sottolineare che in fondo lettura è anche un po’ recitazione e viceversa).
Potrei dilungarmi ancora con altre centinaia di righe (correndo il rischio di annoiarvi), ma per concludere mi limito ad usare una meravigliosa citazione di Lynch ,che in qualche modo riassume tutto quello che penso su questa XXII edizione del festival:
“Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché.
C’è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario comincia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo” ( David Lynch)
Giorgio Cornelio – Montecassiano (MC) – anni 14